Spotify gratis sempre: come eliminare i blocchi


      In questo post vi mostrerò come è possibile evitare il blocco dei minuti d'ascolto con Spotify in Italia. Grazie a questo tutorial non vi servirà dover fare l'upgrade una volta terminate le 10 ore gratuite. Dunque non vi resta che seguire questo video per scoprire come ascoltare senza limitazioni e senza dover pagare:



Spotify dal mese di agosto del 2013 ha cambiato i termini di contratto. Gli utenti dopo sei mesi di servizio gratuito avranno soltanto 10 ore di ascolto mensili (2,5 settimanalmente) anziché usufruire del servizio in modo illimitato.



Questo passaggio è avvenuto dopo circa sei mesi dal lancio della piattaforma streaming in Italia, in concomitanza del festival di Sanremo. Sono bastati pochi mesi all'azienda per dimostrarsi totalmente propensa nel contrasto della free culture, in uno dei paesi dove regna maggiormente il free riding


Addio all'ascolto illimitato? Lo scopo di questo post è quello di rispondere a questa domanda con un altra domanda: perché non si dovrebbe dire addio a Spotify? Anche dopo questo fastidioso blocco dei minuti di ascolto mensile Spotify resta una delle migliori piattaforme di diffusione di musica, in un contesto prevalentemente commerciale. Ha una grande libreria, con un ottima qualità audio, ma purtroppo pur restando con la versione gratuita resterebbero sempre gli spot ad interrompere la fruizione libera, per cui alle due domande iniziali ne sorge una terza: perché allora non pagare per questo servizio?

Di motivi potrebbero essercene molti, ma per non apparire un free rider (tirchio) cercherò di stilare alcuni punti per cui non si dovrebbe pagare per l'ascolto con Spotify:

Spotify major
Spotify Major



• Ci vogliono far credere che queste piattaforme sconfiggano la pirateria. FALSO!

• Ci vogliono far credere che pagando i nostri soldi finirebbero nelle tasche degli artisti. FALSO!

• Ci vogliono far credere che lo streaming sia un buon mezzo di diffusione musicale. FALSO!

            In realtà l'aspetto più grave dell'abituarsi all'ascolto cieco ed incondizionato tramite Spotify è quello di cadere nel tranello che una volta fatto l'abbonamento tutta la musica sia nostra, quando invece è totalmente il contrario di quando si acquista un disco in supporto fisico. Cambia un concetto cardine cioè: il possesso di musica. Se non hai una connessione internet non hai musica. Dunque paradossalmente si paga per non avere la possibilità di avere la vostra musica che vi spetterebbe di diritto SEMPRE. Ed è qui che i nodi vengono al pettine, perché con la pirateria la musica viene posseduta ed è sempre disponibile, lo streaming al contrario non offre questa possibilità: cioè quella del possesso di musica che duri nel tempo. In questi ultimi anni dal contrasto alla pirateria ne viene fuori vincente una piattaforma che ci impone il pagamento, in un contesto come quello del web che è fondato sulla libera circolazione della conoscenza, un luogo dove deve avvenire il grande cambiamento, dove le nostre scelte pesano e cedendo a questi graduali compromessi si metterà un freno alla vera innovazione. 

Le problematicità

L'uso di Spotify attraverso Tunnel Bear vi rallenterà la connessione, per cui la fluidità d'ascolto potrà subire delle interruzioni. Lo streaming degli album potrebbe non durare a lungo, se dovesse comparire un messaggio di connessione persa (codice d'errore: 117) bisogna riavviare entrambe le applicazioni Tunnel Bear e Spotfy, in questo modo tutto tornerebbe alla normalità.

Curiosità

Quello che noterete sin da subito rispetto alla versione europea sarà la presenza della dicitura Explicit di fianco i brani che presentano contenuti espliciti. Su i dischi gli Explicit Content sono contrassegnati dall'etichetta Parental Advisory affissa dalla RIAA (Associazione Americana dell'Industria Discografica). 

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