AdBlock e il discorso di dellimellow


AdBlock per chi non la conoscesse è un'estensione per il blocco delle pubblicità tramite i browser, attivo dal 2009.

Ha destato in me particolare interesse il video dello Youtuber dellimellow che ha affrontato il discorso spinoso sulle remunerazioni online tramite la pubblicità, sul suo secondo canale.


Nello stesso anno in cui venne ideato AdBlock, a Teramo misi su il blog Yo[U-Turn] per uno studio approfondito delle tematiche che ruotano attorno alla gratuità della rete in particolare sulla musica in free download, il risultato della mia ricerca sperimentale durata tre anni è la tesi di laurea in cui sostengo che: non solo la pubblicità è una forma obsoleta per la remunerazione delle attività artistiche o che dir si voglia, ma è altresì la riproposizione di un modello pubblicitario che non si sposa affatto bene con l'etica di fondo su cui si è fondata la rete. Per chi ha scarsa memoria ricordo che la rete è basata sul pilastro dell'etica hacker: che ha come punto centrale la condivisione della conoscenza.
    È un errore sostenere che oggi il web vive grazie alla pubblicità online, quanto è ancor più un errore incentivare gli utenti al mantenimento di un sistema che fa acqua da tutte le parti, basta pensare ai portali di nuova generazione, uno su tutti Spotify (basato sugli spot tra i brani in streaming) figlio del boom di YouTube per la fruizione musicale. Un discorso in netta controtendenza al successo di AdBlock che è l'estensione più utilizzata dagli utenti, che sta a significare che il web è un luogo in cui la pubblicità infastidisce. A differenza di Tv e Radio, il web è un media rivoluzionario per via della partecipazione di tutti, in cui ognuno è libero di creare e distribuire ciò che più gli sta a cuore. Chi negli anni ha avuto successo tramite internet lo deve a nuove trovate geniali (con forme gratuite ed attraenti di condivisione della conoscenza) e non di certo mirate al sostentamento tramite la pubblicità. Ma la fama da sola non basta per cui dal successo nel web successivamente si passa a farne una professione; per sapere come fare dell'ottimo marketing online contattare la Casaleggio Associati. Scherzi a parte, resta però in piedi il discorso fatto dal grandissimo dellimellow, che conosce bene il comportamento del popolo della rete a cui ha sottoposto le sue osservazioni da youtuber preoccupato dalle criticità dell'uso generalmente inconsapevole di AdBlock. Quello che mi preme far notare è che la dialettica viene incentrata sempre in modo univoco sulla correttezza o meno dell'utilizzo ininterrotto di AdBlock, quando invece ci si dovrebbe sforzare di comprendere se ci sia un modo alternativo per far sopravvivere l'entusiasmo nel coltivare le proprie passioni. 
Nel caso di YouTube è lo stesso media a non valutare le possibili vie alternative, perché impegnato da sempre a ripristinare i desunti schermi a tubo catodico, con tanto di caroselli in bianco e nero. Mi preme sottolineare che i colossi della rete sono sul chi va là, in quanto offrendo la totale indipendenza economica agli utenti cederebbero delle potenti armi rivoluzionare in mano al popolo, basti pensare che dai commenti anonimi su 4chan ne è nata una rete anarchica sparsa su tutto il pianeta dal nome Anonymous, atta a vendicare ogni genere di malefatte.
Dal mio punto di vista finché YouTube et simila non vaglieranno l'ipotesi di inserire bottoni Like di micro-remunerazioni come Flattr, è inutile criticare chi utilizza AdBlock, perché diciamocelo francamente è vero che i Mi Piace sono il principale incentivo alle attività online - ovviamente insieme ai commenti - ma è pur vero che finché saranno privi di valore monetario rimarranno soltanto dei vuoti apprezzamenti, da sempre inspiegabilmente assente questo incorporamento nei piani del colosso di Mountain View.

Potrei proseguire con il discorso ma spero che a dellimellow interessi affrontare quest'importante questione dal vivo, magari in una live, al fine di intavolare una discussione alternativa sui vari utilizzi di YouTube con AdBlock, remunerando legittimamente in vie alternative per la sopravvivenza di opinioni come le sue, che sono sempre gradite e stimolanti.



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